TOM HULL: “MEHICANA”

Pose distanti

 

Il lavoro del talentuoso fotografo inglese Tom Hull si concentra sugli spazi intermedi e transitori, i cosiddetti non-luoghi. Siamo lieti di richiamare qui la sua bellissima serie “Mehicana” con un suo breve racconto.

 

«Con una popolazione centrale di quasi 9 milioni di persone, che si estende a quasi 20 milioni nelle zone più estese, Città del Messico è senza dubbio una delle città più popolose del mondo. Se di New York si dice che “non dorme mai”, sicuramente Città del Messico non smette mai di battere, ballare, festeggiare e prosperare. La città, tuttavia, è solo un piccolo elemento in un paese di enormi differenze culturali e ambientali. E solo una volta che ci si lascia alle spalle i confini della città, che gli indizi di questo Paese in costante evoluzione diventano più evidenti.

Ritrovatomi fortunatamente a viaggiare per un mese attraverso il Messico, fui affascinato dalla vasta gamma di paesaggi, persone, civiltà, costumi e storia che hanno costruito questo luogo incredibile. Attraverso la fotografia, ho voluto studiare il Messico che mi trovavo di fronte, il luogo che mi aveva così trafitto – non quello delle feste, dei colori vivaci, del trambusto della vita quotidiana. Ero fuori città ora. Per me il Messico trasudava il potere, la bellezza, il pericolo e, soprattutto, le dimensioni. A causa della vastità della sua terra si può facilmente restare sopraffatti dal Messico.

Ho scelto di fotografare gli oggetti che per me rappresentavano al contempo il Messico storico e contemporaneo, ritraendoli in modo obiettivo e misurato, creando i loro diorami proprio all’interno di una storia molto più grande del Paese stesso. Le immagini dovrebbero apparire subito sottili, lontane, fuori posa, avendo voluto rappresentare quel lato sottostante, inquietante, sconcertante e distaccato del Messico, che ho sentito come parte importante della mia esperienza.»

 

 

Photo:

Courtesy of Tom Hull

www.tomhull.co.uk/

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