MAX HIRSHFELD: “LOOKING AT LOOKING”

Musei viventi

 

La serie di Max Hirshfeld “Looking at Looking” è inspirata da un incarico per una fondazione che aveva finanziato una ricerca alla National Gallery of Art di Washington. In un recente incontro gli abbiamo chiesto di raccontarci questa sua personale esperienza e la sua interpretazione degli spazi museali. Le foto scattate a mano libera e sfruttando la luce naturale non si limitano a restituire spazi e prospettive, ma creano situazioni, atmosfere particolari in cui il visitatore sembra interagire con l’opera d’arte. Hirshfeld ottiene questo risultato muovendosi discretamente nello spazio e mescolandosi alle persone, trasformando situazioni casuali e reali in altrettanti fonti di ispirazione artistica.

 

«La maggiorparte della mia fotografia coinvolge persone reali in situazioni reali. Il progetto è complementare alla mia piena immersione nella fotografia digitale, che mi permette di tornare ad uno stile più spontaneo e documentaristico, stile che amo moltissimo. Il semplice concetto di interagire con la folla in questo grande museo mi ha dato la straordinaria opportunità di osservare la natura umana a contatto con la grande arte. Trovo che le immagini migliori siano quelle in cui la gente ritratta nelle fotografie finisce per imitare alcuni aspetti dell’arte appesa alle pareti, fornendo così una surreale e divertente giustapposizione che può essere catturata meglio con la luce a disposizione, una fotocamera veloce e un occhio esperto. Altrettanto importante è la capacità continua delle grandi opere d’arte di muovere le persone in modi sempre diversi. Come è stato già detto una volta, “Forse dovremmo pensare ai musei come a delle sale prova in cui la gente si misura con il passato e cerca di collegarlo al presente”».

Photo:

© Courtesy of Max Hirshfeld

www.maxpix.com

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