Letture terrestri
Nata e cresciuta a Panama, Lorena Endara è una fotografa la cui passione è strettamente collegata a temi territoriali e di giustizia sociale. Le abbiamo chiesto di parlarci della sua serie “A man a plan a canal Panama” e, più in generale, della sua ricerca e del suo interesse per il paesaggio. Una lettura in costante evoluzione.
«Panama è un luogo unico. La sua geografia particolare ha definito il suo posto nel mondo e, al tempo stesso, il suo rapporto con gli Stati Uniti. Questa continua a caratterizzare il suo sviluppo socio-economico, in maniera più evidente, con l’attuale espansione del Canale di Panama.
Panama è anche il mio paese natale, il mio paesaggio “personale”. In un certo senso, le mie fotografie mediano tra il passato e il futuro del Paese, e tra la molteplicità di mondi che esistono all’interno di Panama: giungle urbane e paradisi naturali, il primo mondo del capitale e il terzo mondo della campagna. Senza dubbio. Poteri storici, politici ed economici modellano costantemente il paesaggio. In questi ultimi anni il Paese ha assistito a un boom economico che ha consentito di accumulare ricchezza più che mai in passato. Vi è una netta differenza tra i frammenti più sviluppati del Paese e ciò che resta ai margini. La popolazione è ulteriormente polarizzata, e questo si riflette sul paesaggio.
A prescindere dal fatto che stia scattando foto o meno, io osservo comunque il paesaggio – il paesaggio fisico, indicativo di quello socio-politico e viceversa. Queste meditazioni mi permettono di connettermi al luogo in cui sono e al mio rapporto sempre in evoluzione con il mondo. In tale ottica, trovo che la lettura del paesaggio, curiosamente, sia come quella di un libro di storia in divenire. Investire tempo ed energie in progetti di fotografia a lungo termine è il metodo che preferisco per esplorare il mondo, una sorta di continua formazione».
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