Senza peccato
È difficile non rimanere affascinati dalle visioni incontaminate di Jan Koster. Le parole a volte non sono sufficienti a raccontare un’opera d’arte. Il suo lavoro sui paesaggi olandesi esprime la necessità di abbracciare quel “qualcosa” che si nasconde dietro la bellezza. Potremmo chiamarlo natura, mondo o universo. È questa tensione che libera le emozioni e riflette l’essenziale desiderio umano di spingere la vista al di là. Descrivere la bellezza con le immagini più che a parole. C’è un silenzio interiore che irradia dai paesaggi più intatti. Un silenzio che arriva dall’armonia come espressione equilibrata degli elementi che compongono la percezione visiva. Elementi che Koster rappresenta con abilità, misurando le forme e le linee, mescolando i colori e la luce in una poesia discreta e mai aggressiva. Con la serie Sine Labe Concepta il fotografo olandese sembra spingere oltre la sua espressività linguistica ad una maggiore complessità. Un pensiero che ritroviamo anche nelle sue parole.
«Sine Labe Concepta è un nuovo progetto che si colloca tra la serie Dutchscapes e l’Havana. Inizia dove finisce la prima, la costa olandese, e termina dove inizia la seconda, una statua di Maria, la madre di Cristo. Le foto di Sine Labe Concepta sono realizzate in città europee, come Venezia, Porto, Londra, Berlino e Saintes Maries de la Mer, un villaggio nel delta del fiume Rodano. Il motivo per cui ho chiamato questa serie Sine Labe Concepta è che ho voluto fare riferimento alla Chiesa cattolica, la quale istituzione, credo, abbia avuto la più grande influenza sulla storia d’Europa. Il titolo, che è sull’ultima immagine della serie, è uno dei dogmi della Chiesa cattolica. Significa Immacolata Concezione e questa è allo stesso modo una costruzione della realtà.»
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