Gustav Gustafsson: “Reduced visibility”

Assoluti immateriali.


Figura schiva e misteriosa, Gustav Gustafsson, giovane talento svedese che rifiuta ogni definizione scolastica. E forse proprio qui sta la chiave di lettura del suo lavoro, un’indagine fotografica che si nutre di puro significato e relega la tecnica a semplice strumento, piegando anche con una certa ironia la rigida grammatica del realismo scandinavo. Il suo progetto sulla “visibilità ridotta” ne è forse l’esempio più abbagliante. Nella perfezione del bianco i suoi “quadri” sono rappresentazioni indirette, che si affermano e valgono non per quello che sono ma per ciò che evocano. Fissando la nebbia che ingoia in pochi passi le distanze, gli orizzonti e le tracce di campi innevati, Gustafsson ci ricorda che il paesaggio non è un’icona, ma muta in continuazione, suggerendoci così di guardare oltre lo stato fisico e di coglierne il carattere spirituale o soprannaturale.

Photo:

© Courtesy of Gustav Gustafsson

www.gustavgustafsson.com

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