ANNE LASS: “GEOGRAPHY OF NOWHERE”

Sottostrutture

 

Spesso serve uno sguardo distaccato per cogliere l’essenza della realtà che ci circonda, pur senza allontanarcene troppo. Serve fare un passo di lato e tornare a osservare mettendo tra noi e il mondo la giusta distanza per poterlo vedere per intero, o almeno vederne la singola parte in grado di raccontarci molto di più. I fotogrammi di Anne Lass possiedono il raro e prezioso dono della sintesi, e una potenza comunicativa che va di pari passo con l’innegabile fascinazione estetica che muovono in chi li osserva. Il progetto Geography of Nowhere, realizzato negli Stati Uniti dove la fotografa tedesca ha vissuto per un paio d’anni, ne è un esempio folgorante. «In questo lavoro», conferma a tal proposito Anne Lass, «ho cercato di convertire la mia impressione personale su alcuni frammenti dello spazio del vivere americano in un panopticon di quella che mi piace definire come mancanza di autodeterminazione. È l’assenza di qualsiasi riferimento al luogo e la casualità delle località rappresentate che mi hanno condotto al titolo paradosso Geography of Nowhere.» Una pulizia formale impeccabile, ma anche scarti improvvisi e intuizioni sorprendenti, concorrono a rappresentare quest’ampia e complessa geografia del disorientamento, da attraversare accompagnati da contrasti stridenti e moduli sottratti alla produzione seriale, da brandelli di degrado urbano e di riconquista dello stesso da parte di una natura mai vinta. «Soprattutto nei paesaggi urbani», aggiunge Anne Lass, «trovo le zone di conflitto che influenzano le mie immagini: i conflitti del funzionalismo e lo sviluppo individuale, il rapporto con la natura, il concorso di costruzione e di vastità e, infine ma non meno importante, l’interazione umana.» Elementi in grado di portare alla luce la struttura portante di questa realtà mutevole, un’ulteriore geografia sotterranea che se ne sta inquieta a strisciare sul fondo, non più fatta di luoghi del vivere e di spazi fisici, ma di modalità funzionali e dinamiche proprie del vivere stesso.

 

 

Photo:

© Courtesy of Anne Lass

www.annelass.de

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