ANDREA BOSIO: “HOME SWEET HOME”

Dimore passeggere

 

«Il progetto fotografico», ci racconta l’architetto Andrea Bosio descrivendoci la sua serie Home Sweet Home, «nasce dall’osservazione della complessa e rigida struttura della città contemporanea. Ogni area ha la sua funzione ed ogni abitante il suo ruolo all’interno di essa. Restano tuttavia evidenti lacerazioni nella maglia, sia in quella urbana che in quella sociale: è proprio in questi interstizi di realtà evanescenti che alcuni soggetti trovano appigli di salvataggio “fai da te”. Parlo di quelle persone che per scelta o per motivi a loro esterni si trovano senza una reale posizione sociale e soprattutto senza un vero tetto sotto il quale vivere. Al di fuori della società, essi vivono, quasi trasparenti, le zone più o meno marginali della metropoli. Normalmente il loro letto è il marciapiede, qualche volta una panchina… I più intraprendenti si auto-costruiscono il proprio rifugio all’ombra degli edifici tra gli spazi definiti dai piani urbanistici comunali. Situazioni paradossali nella società del consumo e della globalizzazione: piccole baracche costruite con materiali di recupero che sorgono alle spalle di centri commerciali o di edifici simbolici. Ho iniziato ha percorrere la città in lungo e in largo alla ricerca di queste realtà “parassite”, che in maniera cosi abile sfruttano le aree dimenticate dalla città. Ho raccolto diverse immagini, ma il caso ha voluto che il progetto prendesse una nuova piega. Ritornando sul luogo dei precedenti scatti mi sono imbattuto nell’”assenza” dei soggetti: le repentine trasformazioni urbane hanno travolto le aree, invadendo con cantieri o parcheggi i territori degli inquilini abusivi e rimuovendone le abitazioni.»

 

 

Photo:

© Courtesy of Andrea Bosio

www.andreabosio.com

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