Fantasia cieca
Spesso la posizione di chi guarda la fotografia appare neutrale, secondaria rispetto al soggetto in sé, attorno a cui gravita il significato. Adam Jeppesen, invece, sembra quasi volere ridurre queste dimensioni parallele, trascinando l’osservatore dentro alla sua riflessione, in spazi appositamente ricavati. Ci sembra quasi di essere lì, seduti nell’oscurità affianco al fotografo intento a scolpire la luce nei suoi movimenti, nelle sue forme e nei suoi attimi. Così facendo il fotografo danese crea atmosfere nascoste, intime e silenziose. Una calma diffusa, placida e solitaria prima ancora che inquieta. Questo freddo viene da dentro? Chi è il vero soggetto, il buio o la luce? Lo sguardo scivola in questa distanza ambigua, in equilibrio tra il desiderio adulto di avvicinarsi alla fonte di calore che è l’ispirazione e quello infantile di rifugiarsi nella cieca fantasia dei propri sogni segreti, senza allontanarsi troppo. In mezzo a tutto questo c’è sempre un paesaggio più o meno definito o conosciuto. Il bisogno di appartenenza è forse l’unica certezza tangibile.
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